Ultima modifica: 2 October 2017

Per una scuola inclusiva

 PRESENTAZIONE

SCUOLA DELL’INCLUSIONE: IN CUI NESSUNO RESTA INDIETRO
Una scuola che ‘include’ è una scuola che ‘pensa’,‘elabora’e ‘progetta’ le sue attività didattico-educative tenendo presente proprio tutti.
Una scuola non si deve muovere sempre nella condizione di emergenza, in risposta cioè al bisogno di un alunno con delle specificità che si differenziano da quelle della maggioranza degli alunni ‘normali’ ma deve muoversi sul binario del miglioramento organizzativo continuo perché nessun alunno sia sentito come non appartenente, non pensato e, di conseguenza, non accolto.
La scuola deve programmare l’educazione all’inclusione che dovrà diventare per i nostri alunni uno stile di vita perché è nella classe, ambiente eterogeneo per eccellenza, attraverso le relazioni umane che vi si sviluppano, che matura la capacità di vivere i conflitti e di superarli nella logica della costante ricerca del
bene comune.
Cosi facendo, l’accoglienza si trasforma da rituale di avvio dell’anno scolastico a “buona curiosità” per il nuovo di ogni giorno dove le competenze della pluralità degli individui , con le loro storie ed i loro vissuti, si intrecciano anche grazie alla molteplicità dei docenti/insegnanti .
Gli alunni con Bisogni Educativi Speciali vivono una situazione particolare, che li ostacola nei vari contesti dell’apprendimento e nello sviluppo: questa situazione negativa può manifestarsi a livello organico, biologico, oppure familiare, sociale, ambientale o in combinazioni di queste.
Definire, cercare e riconoscere i Bisogni Educativi Speciali non significa «fabbricare» alunni diversi per poi emarginarli o discriminarli in qualche modo, anche nuovo e sottile; significa, al contrario,riconoscere e comprendere le varie difficoltà, grandi e piccole, per sapervi rispondere in modo adeguato.
Gli alunni con Bisogni Educativi Speciali hanno, infatti, necessità di interventi calibrati accuratamente su misura della loro situazione di difficoltà e dei fattori che la originano e/o mantengono. Questi interventi possono essere i più vari nelle modalità (molto tecnici o molto informali), nelle professionalità coinvolte, nella
durata, nel grado di «mimetizzazione» all’interno delle normali attività scolastiche (in questo caso si parla di «speciale normalità»: una normalità educativa-didattica resa più ricca e più efficace attraverso le misure prese per rispondere ai Bisogni Educativi Speciali).
Proprio per rispondere a questa esigenza e per ottemperare agli obblighi imposti in tal senso dalla C.M. n° 8 del 6 marzo 2013 nel nostro istituto opera da tempo il Gruppo di lavoro per l’Inclusione (GLI),composto dal Dirigente Scolastico, dalle figure di sistema dell’Istituto, dal Gruppo H, dai docenti Coordinatori di Classe, dai
docenti con particolari competenze (counsellor, docenti esperti DSA, docenti esperti ICF), dall’équipe psicomedica dell’ASL, dall’assistente sociale del Comune, da una psicologa, in rappresentanza del Piano di Zona,dai Centri di Riabilitazione.
Ogni anno nel mese di giugno viene redatto un Piano per l’Inclusività d’Istituto in cui vengono analizzati i punti di criticità e di forza riscontrati nel corso dell’anno scolastico e nel documento viene formulata un’ipotesi globale di utilizzo delle risorse sia materiali che umane per incrementare il livello di inclusività programmando interventi individualizzati e mirati.
In alcuni casi questa individualizzazione viene formalizzata in un Piano educativo individualizzato -Progetto di vita; in altri casi di alunni con BES, siano essi certificati come DSA o non certificati affatto, ma che evidenziano problemi di scarso rendimento scolastico, predisponendo per ognuno di essi i PDP.
Questo documento non va inteso come una semplice elencazione di strumenti dispensativi e compensativi ma come lo strumento in cui si dovrà esplicitare ed evidenziare la personalizzazione degli interventi, ossia una
progettazione didattico educativa calibrata sui livelli minimi attesi per le competenze in uscita degli alunni BES.
Una scuola che include è al passo con i tempi e parla il linguaggio dei ragazzi ( nativi digitali).
Un validissimo apporto viene dall’uso delle nuove tecnologie informatiche (laboratorio di informatica e lavagne LIM in ogni classe) di cui la scuola è da tempo dotata che permettono di programmare attività multimediali che stimolano l’attenzione, favoriscono il superamento di frustrazioni dovute a specifiche carenze
o deficit e fanno emergere competenze informatiche che generalmente tutti i nostri alunni, anche quelli svantaggiati, possiedono.
I PC e le LIM aiutano a realizzare una didattica inclusiva che allontana dai margini i soggetti più vulnerabili per condurli, attraverso un processo sociale di costruzione della conoscenza, al centro dei processi educativi; il conseguente successo formativo, costituisce un ottimo strumento di prevenzione contro l’abbandono scolastico e l’emarginazione sociale, quindi l’ideale per rendere i nostri alunni BES autonomi e costruttori del proprio sapere.
Va sottolineato che una didattica individualizzata e personalizzata ha senso solo se inserita in una rimodulazione della prassi didattica volta ad includere nel lavoro tutti gli studenti; senza tale rimodulazione i provvedimenti dispensativi e compensativi possono diventare marcatori della diversità che finiscono per
emarginare gli studenti con DSA ed essere rifiutati dagli stessi.
La didattica inclusiva, che è per definizione laboratoriale, si rivela peraltro utile a tutti gli studenti, perché mira a rendere più efficace il lavoro del docente e a far acquisire un metodo di studio – lavoro autonomo, sicuro ed efficace.
La scelta dell’approccio laboratoriale muove dalla convinzione che tale didattica promuove la motivazione e l’inclusione, fornisce una strategia di insegnamento particolarmente proficua con gli studenti che hanno difficoltà di apprendimento , con quelli che rifiutano l’impegno scolastico a causa di problemi culturali o
emozionali e per gli alunni provenienti da culture diverse. Incoraggia la personale autonomia progettuale, supera l’organizzazione del gruppo classe e crea un ambiente di apprendimento rispondente alle esigenze degli
alunni problematici. Valorizza le competenze di ciascuno studente in un percorso di tipo cooperativo e crea spazio per attività di insegnamento/apprendimento mirate a sostenere l’inclusione.
Il nostro Istituto interagisce con il territorio attivando o partecipando a progetti cui aderisce dopo averne attentamente valutato la fattibilità e validità rendendosi parte attiva nella proposta progettuale per la costituzione di un Centro Territoriale di Inclusivita’.
Il contesto territoriale nel quale si è costruita la rete di scuole CTI e la seguente:
 AREA Nord Salerno (CTI San Marzano),
 AREA Centro (CTI Salerno),
 AREA Sud (CTI Battipaglia)
Lo scopo della rete è quello di ottimizzare le risorse umane e finanziarie al fine di organizzare seminari, convegni e presentazione per la promozione di buone prassi.
Per favorire l’integrazione la scuola si avvale di insegnanti statali specializzati (docenti di sostegno), operatori psico-pedagogici e collaboratori scolastici.

 

 

 




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